La storia di Daniele Silvetti si dipana tra, lavoro, politica, famiglia, attività sociali. Nato ad Ancona, classe ’73, già nel corso degli studi classici e poi in quelli alla Facoltà di Giurisprudenza di Bologna dove si è laureato con una tesi in Diritto della Navigazione, ha alimentato la passione politica militando nelle formazioni giovanili di Alleanza Nazionale e ricoprendo il ruolo di coordinatore Provinciale.

L’impegno l’ha proiettato subito verso ruoli amministrativi. È stato ininterrottamente consigliere Comunale di Ancona dal 1997 al 2006 e componente delle Commissioni “Affari istituzionali e Legali” e “Commercio, Porto e Trasporti pubblici”….

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Ecco il mio pensiero politico

Mi riconosco nei valori del PPE – Partito Popolare Europeo di cui Forza Italia è componente essenziale.

 

01

Ruolo della politica

Il governo regionale si è appiattito su quello nazionale dimostrandosi incapace di alzare la voce e avanzare le opportune rivendicazioni nei confronti di situazioni irrisolte che hanno penalizzato le Marche, come nel caso della ricostruzione post-sisma, dei lavori per la A14, dell’uscita a nord di Ancona, del raddoppio della linea ferroviaria Orte-Falconara, la Salaria, la Fano-Grosseto. Occorre far valere le ragioni delle Marche a Roma con una classe politica capace di prendere decisioni e andare oltre l’immobilismo.

02

Sanità

Le Marche hanno bisogno di una sanità che si prenda cura dei più deboli e che quindi sia pubblica, accessibile per tutti e radicata sul territorio. Il prossimo governo regionale dovrà tornare ad investire per migliorare i servizi socio-sanitari superando il rigorismo contabile che in piena emergenza Covid-19 si è rivelato inadeguato alle esigenze dei marchigiani.

03

Europa Internazionalizzazione Imprese

Esiste un problema di reperimento e utilizzo delle risorse comunitarie. Occorre più attenzione ai fondi disponibili per sviluppare il sistema economico regionale, favorire l’impresa e migliorare anche l’accesso al credito. Oggi gli imprenditori si muovono autonomamente perché non c’è una regia in grado di valorizzare anche le missioni all’estero e la partecipazione a fiere o eventi come “Sistema Marche”.

04

Turismo e infrastrutture

Le Marche sono una regione isolata a causa del gap infrastrutturale in ingresso (questione aeroporto) che condiziona i dati regionali di presenze di turisti stranieri pre-covid nelle Marche rispetto alla media nazionale, ma anche in uscita (merci e manifattura marchigiana artigianale di lusso). Occorre dare una progettualità al sistema infrastrutturale anche nel collegamento con le dorsali per unire le Marche con l’Umbria e il Tirreno far sì che l’uscita a nord della città di Ancona sia inserita tra le opere strategiche. Ad oggi non esiste impegno formale.

05

Ruolo della città di Ancona

Ancona deve riacquisire il ruolo autorevole (non autoritario ed accentratore) di città capoluogo, riallacciando rapporti proficui e non conflittuali con il territorio provinciale come con Jesi e la Vallesina, Senigallia e la Valmisa, Osimo e la Valmusone. Il capoluogo deve essere protagonista e punto di riferimento per tutta la regione.

06

Formazione e cultura

Le Marche sono terra di cultura, arte, storia. Ma occorre dare importanza e valorizzare l’innovazione tecnologica e la scienza, fattori anche essi attrattivi. Serve una maggiore sinergia tra i quattro atenei che faccia delle Marche una “università diffusa”, pur mantenendo le peculiarità e la storia di ogni Istituzione. Occorre impegnarsi con l’obiettivo di rendere questi enti polo di attrazione per studenti anche al termine della formazione. Solo così è possibile trovare qui, sul territorio, occasioni di sviluppo per fare impresa.

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Daniele Silvetti

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